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Il Parkinson: Diagnosi > La Stitichezza

     STITICHEZZA NEL PARKINSON.

COSA SI INTENDE PER STITICHEZZA:
Il problema stitichezza assilla quasi sempre il malato parkinsoniano. Anche questo sintomo è una diretta conseguenza del rallentamento globale dei movimenti.  

Le cause possibili sono molteplici ed in parte dipende dalla malattia stessa in parte dai farmaci utilizzati.
stipsi stitichezza nel parkinson

Gli anticolinergici, attualmente poco usati, determinano stipsi per l’inibizione che provocano sulle ghiandole dell’organismo (meno sudore, meno lacrime, meno saliva, meno produzione di succhi digestivi).
La levodopa, i dopaminoagonisti, i MAO inibitori, l’amantadina hanno effetti simili.

La correzione del problema è strettamente correlata al ripristino di un normale funzionamento intestinale.
Affinché l’alvo sia regolare sono necessari tre elementi: 

  • a) il volume fecale deve essere adeguato;
  • b) le feci devono essere abbastanza liquide;
  • c) la muscolatura intestinale deve essere abbastanza mobile.

Nel parkinsoniano la ridotta motilità intestinale provocherà un rallentamento nella progressione meccanica delle feci, più acqua verrà riassorbita, le feci diventeranno più dure e si ridurranno di volume e ciò rallenterà ulteriormente il transito intestinale in un circolo vizioso di difficile soluzione.

Anche in questo caso la soluzione consiste nella prevenzione.
I consigli più semplici da seguire sono:

  • a) esercizio fisico, regolare e corretto;
  • b) apporto di liquidi in quantità adeguata;
  • c) alimentazione ricca di fibre (frutta e verdura);
  • d) ricorso a emollienti fecali e/o lassativi;
  • e) evitare il ricorso a lassativi più potenti che potrebbero portare ad abitudine o provocare danni per contatto alle pareti intestinali.
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