tabo
iscritto gobale
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Dopo Haiti anche il Cile, le calamità naturali aumentano e noi in Italia lo sappimo bene, vero? Anche se disastri naturali, povertà, fame, malattie e gravi minacce ambientali occupano le prime pagine dei giornali, si riscontra comunque una tendenza positiva, quella alla generosità. A volte fanno notizia persone facoltose che donano centinaia di milioni, o addirittura miliardi, di dollari per cause umanitarie. Spesso si vedono personaggi famosi che usano la loro popolarità per sensibilizzare l’opinione pubblica su problemi gravi. Anche molte persone comuni danno il loro contributo per varie cause. Un motivo di questa tendenza è l’incapacità dei governi di affrontare pressanti problemi diffusi nel mondo. Un rappresentante speciale delle Nazioni Unite per il problema dell’HIV/AIDS in Africa ha detto che una delle ragioni per cui sempre più personaggi famosi si occupano di problemi sanitari che affliggono il mondo è il “vuoto di leadership politica”. Che si tratti di povertà, sanità, ambiente, istruzione o giustizia sociale, i ricchi in particolare nutrono “una crescente insofferenza nei confronti dell’inadeguatezza dei governi e degli sforzi internazionali per risolvere o arginare questi problemi”, fa notare Joel Fleishman in un suo libro sulle fondazioni umanitarie. (The Foundation: A Great American Secret—How Private Wealth Is Changing the World) Spinti dal desiderio di cambiare le cose, alcuni ricchi filantropi cercano di applicare gli stessi metodi che hanno permesso loro di avere successo negli affari. I risultati benefici conseguiti sono innegabili. Ne sono una prova gli innumerevoli ospedali, parchi, musei, scuole e biblioteche. In modo analogo, i programmi per aumentare la resa dei raccolti e la produzione di derrate alimentari hanno contribuito a provvedere una maggiore quantità di cibo nei paesi poveri. I fondi destinati alla ricerca medica hanno favorito i progressi in campo sanitario e, in alcuni casi, la scomparsa di certe malattie, come la febbre gialla.Molti, però, sono più cauti. Laurie Garrett, esperta di sanità globale, ha scritto: “Si potrebbe pensare che, con tutto questo denaro a disposizione, le soluzioni a molti problemi sanitari del mondo siano perlomeno in vista. Ma sarebbe un errore pensarlo”. Perché? La Garrett menziona i costi della burocrazia, la corruzione, la mancanza di sforzi coordinati e la tendenza dei benefattori a destinare fondi solo per combattere determinate malattie, per esempio l’AIDS. Voi che ne pensate? Io come tanti sono propenso ad aiutare chi è nel bisogno ma possiamo essere certi che il denaro vada nei posti giusti?
Un saluto a tutti
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