I muscoli della respirazione sono muscoli come gli altri. Il diaframma deve seguire l’espansione della gabbia toracia e dei polmoni consentendo ad ogni atto espiratorio l’entrata di ossigeno e l’uscita di anidride carbonica.
Allo stato attuale permangono attenuati i problemi legati a diverse problematiche: il blocco motorio, i movimenti involontari, la terapia farmacologica.
Quando si realizza un blocco motorio anche la respirazione diventerà difficoltosa per la rigidità e la lentezza dei muscoli.
Questo avviene ad esempio nei periodi cosiddetti “off”.
Di questo problema il paziente sarà consapevole, lamentando spesso sintomi quali la dispnea (difficoltà a respirare) e la sensazione di oppressione toracia.
In questi casi sarà indispensabile la revisione della terapia, intesa a migliorare la durata e la qualità dei periodi “on”.
L’alto problema riguarda la condizione legata all’eccesso di levodopa nell’organismo che si accompagna a movimenti involontari (discinesie e distonie).
In questi casi si realizza la cosidderra tachipnea, con respiro, corto, poco profondo.
Ancora una volta il miglior trattamento è la revisone della terapia.
Infine i farmaci.
Esiste una categoria di farmaci utilizzati nel parkinson, i cosiddetti ergolinici, che possono dare fenomeni di fibrosi.
Quando la fibrosi interessa i polmoni si realizza l’insufficienza respiratoria con tutte le conseguenze che ne derivano.
In questi casi il curante dovrebbe monitorare i possibili effetti collaterali con periodici controlli strumentali (torace, profe di funzionalità respiratoria, ecocardiogramma. Quest’ultimo per la recente acquisizione di possibili problemi sulle valvole cardiache).
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