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Parkinson

La Malattia di Parkinson

 

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La Malattia di Parkinson è il più frequente Disturbo del Movimento, con una prevalenza di 4 abitanti ogni mille ed un’incidenza di circa venti individui per anno ogni centomila abitanti.
Si stima che in Italia siano circa 250.000 le persone colpite dalla malattia. A Salerno circa 4000, di cui seicento in città, con duecento nuovi casi/anno, trenta in città.
La malattia prende il nome dallo studioso inglese, James Parkinson, che per primo la descrisse nel 1817 anche se furono gli studi successivi a comprendere con precisione le caratteristiche della malattia. In particolare il famoso neurologo francese Charcot che per primo comprese l’importanza della rigidità, della debolezza e della bradicinesia. Sempre Charcot propose di chiamare la malattia, nota col termine di paralisi agitante, con il nome di James Parkinson.
Le cause della malattia per buona parte sono ancora poco note e si ritiene che siano molteplici i fattori che possono provocarla ivi comprese alcune rare forme genetiche mendeliane (α-synucleina, parkina, DJ-1, Pink-1, etc.).
Allo stato attuale l’ipotesi più accreditata è che la malattia dipenda da un’interazione complessa di vari fattori, sia genetici che ambientali.
La diagnosi della Malattia di Parkinson è soprattutto clinica e viene posta in presenza di sintomi e segni motori quali il tremore, la rigidità, la bradicinesia, variamente combinati tra di loro. La presenza di questi sintomi in altre malattie quali i parkinsonismi atipici o secondari richiede l’accurata formulazione diagnostica preliminare.
La terapia è principalmente di tipo farmacologico e prevede l’utilizzo della levodopa e/o dei dopaminoagonisti, farmaci che pur non modificando la malattia riescono a controllarne a lungo i sintomi.
Anche la chirurgia riesce ad aiutare un numero selezionato e ristretto di pazienti per mezzo della stimolazione cerebrale profonda (DBS), procedura con la quale un ago elettrodo viene impiantato in profondità nel cervello e collegato ad uno stimolatore che viene posizionato sottocute.

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