In altre sezioni del sito abbiamo visto come il sistema nervoso autonomo sia alla base di problemi come la scialorrea, l’ipotensione ortostatica, la stitichezza e i problemi urinari.
Per lo stesso motivo nei maschi può comparire un problema circa l’erezione.
Come se non bastasse anche alcuni farmaci possono alterare tale funzione.
Basti pensare ai beta-bloccanti che spesso vengono utilizzati nella malattia di Parkinson per il trattamento del tremore o dell’ipertensione.
Altri ancora utilizzano farmaci quali gli alfa litici, i diuretici, gli ansiolitici, la digossina, gli antiulcera o gli antidepressivi.
Tutti possono dare impotenza.
Ma anche altri fattori possono influire.
Ad esempio la depressione, a volte anche il trattamento della depressione disturba la funzione sessuale, come per i cosiddetti SSRi, gli antidepressivi triciclici, gli inibitori delle MAO.
E ancora la coesistenza di altre malattie internistiche, ad esempio il diabete, può disturbare la sessualità del parkinsoniano.
A volte invece il problema è l’opposto dell’impotenza.
Alcuni pazienti presentano un aumento del desiderio sessuale, non sempre accompagnato da aumento delle reali prestazioni, quasi sempre mal sopportato dal coniuge.
Questo fenomeno è legato ai farmaci antiparkinsoniani, siano la levodopa che i dopaminoagonisti, e la soluzione non sempre di rapida realizzazione devo consistere nella revisione del regime terapeutico con modulazione delle dosi e degli orari di somministrazione; a volte con sostituzione del farmaco utilizzato. |