Altre manifestazioni sono l’espressione del ridotto movimento legato alla malattia. Vediamone alcune:
- tra le parasonnie sono importanti i cosiddetti disturbi comportamentali.
Spesso precedono anche di anni la comparsa della malattia e consistono in una intensa agitazione con movimenti di tutto il corpo che a volte fanno cadere il malato dal letto o che lo portano a colpire, involontariamente, il coniuge;
- l’insonnia può manifestarsi con difficoltà ad addormentarsi, a dormire a lungo o con risvegli precoci, spesso espressione della depressione;
- l’ipersonnia consiste in un’eccessiva sonnolenza durante il giorno, a volte con improvvisi addormentamenti (narcolessia), pericolosi si avvengono ad esempio durante la guida.
Dipendono a dal cattivo sonno notturno o dall’utilizzo dei farmaci.
Levodopa e dopaminoagonisti si accompagnano spesso ad ipersonnia;
- la sindrome delle gambe senza riposo (RLS), con bisogno incessante di muovere le gambe ed impossibilità a dormire;
- le allucinazioni (soprattutto visive con incubi e confusione);
- l'acinesia notturna con il paziente che si trova bloccato a letto, non riesce a girarsi e dorme male perché non trova un posizione comoda per riposare;
- le discinesie e le distonie spesso con crampi dolorosi alle gambe;
- i disturbi della vescica, ivi compresa l’incontinenza;
- dolori diffusi alla schiena e agli arti, dovuti alla rigidità e ad estrinsecazione notturna;
- turbe della respirazione: a volte dovute all’acinesia, altre volte da concomitante sindrome delle apnee notturne (OSAS).
Questo fenomeno è molto importante e colpisce fino al 20% dei pazienti Parkinsoniani.
Anche durante il sonno si sono costatati disturbi della respirazione.
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