Moto Perpetuo

Diagnosi

 

alzheimer

 

La diagnosi

 

Di solito i sintomi dell’Alzheimer si susseguono in una maniera abbastanza prevedibile: memoria, funzioni cognitive, comportamento vengono alterati nella malattia.
Per meglio comprendere la varietà dei sintomi può essere utile la loro descrizione in relazione all’area del cervello interessata.

  • Sistema libico: memoria ed emozioni;
  • Ippocampo e lobo temporale: apprendimento e memoria;
  • Lobo parietale: programmazione;
  • Lobo frontale: esecuzione;
  • Lobo occipitale: funzioni visive.

La malattia d’Alzheimer investe tutti gli aspetti della vita di una persona: i suoi pensieri, i suoi sentimenti, le sue azioni. Tale coinvolgimento avviene in misura ed in tempi variabili da persona a persona e non è possibile conoscere in anticipo cosa succederà e quale sarà la velocità di progressione della malattia. Per questo motivo ci sono pazienti che si mantengono “tranquilli” per tutta la malattia, altri che invece vanno incontro ad episodi confusionali, altri ancora che scambiano la notte con il giorno (“inversione del ritmo sonno veglia”).

Per questo motivo i sintomi possono essere raggruppati in base alle seguenti funzioni

  • Abilità mentali.
  • Emotività ed affettività.
  • Comportamento.
  • Abilità fisiche.

Un’ultima descrizione dei sintomi è quella basata sugli stadi della malattia.

A tutt’oggi non esistono indagini od analisi che consentano di confermare la diagnosi di Alzheimer. Solo l’esame istologico del cervello mostra la presenza di placche amiloidi, reperto tipico della malattia. In ogni caso vengono utilizzati:

  • Esami di laboratorio.
  • Test neuropsicologici.
  • Indagini strumentali (TC, RMN, SPECT).

L’utilità di questi accertamenti sta nel poter individuare eventuali altre cause di deterioramento cognitivo (malattie della tiroide, problemi vascolari, intossicazioni da farmaci, neoplasie, depressione). I test cognitivi sono fondamentali in quanto consentono di individuare le aree compromesse e di seguirne l’evoluzione nel tempo. Si va da test semplici utilizzati per lo screening generale (ad esempio il MMSE) a test più complessi, e di solito che richiedono molto più tempo, per esplorare le singole funzioni.