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Diagnosi

La diagnosi

 

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I sintomi del Parkinson

Anche se i sintomi principali sono essenzialmente tre, è possibile trovare un discreto numero di diverse modalità di presentazione della malattia. Per tale motivo sono stati definiti dei criteri per la formulazione della diagnosi.

I sintomi principali sono:

 

  • “Rigidità” .
  • “Lentezza” ad iniziare ed eseguire i movimenti (acinesia e bradicinesia).
  • “Tremore a riposo” (la caratteristica principale del tremore è appunto quella che è presente quanto la persona è ferma e scompare quando è impegnata in un qualche movimento volontario).

Per formulare la diagnosi di malattia di Parkinson devono essere presenti almeno due dei suddetti sintomi.
Il problema principale di questi sintomi consiste nella difficoltà nei cosiddetti atti della vita quotidiana, quali l’igiene personale, il prepararsi da mangiare e l’atto del mangiare, l’abbigliamento personale, il camminare, il sedersi e rialzarsi, l’andare a letto, etc..
Nelle fasi più avanzate della malattia possono comparire difficoltà nel mantenimento della postura eretta e dell’equilibrio. Quando questo disturbo compare precocemente nel corso della malattia va rivista la diagnosi in quanto potrebbe trattarsi di un parkinsonismo.

Sono ancora possibili, sebbene non obbligatori, altri sintomi che spesso compaiono nelle fasi avanzate della malattia:

  • ipotensione ortostatica.
  • disturbi urinari.
  • impotenza.
  • stipsi.
  • distrurbi psichiatrici.
  • depressione.
  • disturbi del sonno.
  • scialorrea.
  • problemi respiratori.

Questi sintomi, definiti “non motori” negli ultimi anni sono stati oggetto di approfondimento da parte della comunità scientifico ed allo stato attuale rappresentano un elemento fondamentale di cui tenere conto al momento della visita medica.

Un altro aspetto peculiare della malattia è dato dalle fluttuazioni dei sintomi. Un giorno il malato sta bene un altro è bloccato. A volte è possibile osservare queste variazioni nel corso di un solo giorno. Abbastanza tipico è vedere persone che la mattina stanno talmente bene che possono uscire di casa e compiere anche lavori manuali ed il pomeriggio sono bloccati, confinati alla poltrona se non al letto. Questa caratteristica non va trascurata perché spesso è causa di incomprensioni e di discussioni nell’ambito familiare perché, succede anche questo, a volta viene detto loro che “lo fanno apposta”.

Nemmeno vanno trascurati le problematiche inerenti la comunicazione. Spesso limitata a causa degli effetti su linguaggio, scrittura, espressione facciale e linguaggio corporeo è responsabile dell’impressione sbagliata di persone difficili, sorde, intossicate o poco intelligenti. Da un lato loro non riescono ad esprimersi in maniera comprensibile, dall’altro chi li assiste ha difficoltà a comprenderli e ciò contribuisce a realizzare un circolo vizioso di malintesi, ritiro in se stessi e riduzione dei rapporti sociali.