| COSA SI INTENDE PER DEPRESSIONE: |
Per depressione si intende la malattia depressiva.
L’esperienza affettiva quale può essere ad esempio il lutto non viene considerata in senso stretto una malattia.
Piuttosto un’esperienza, spiacevole, ma connaturata all’essere umano in relazione a perdite, frustrazioni, delusioni.
La definizione scientifica codificata dal DSM-IV prevede la presenza dii sintomi psichici, psicomotori e psicosomatici.
Tra questi i sintomi psichici sono: tristezza, disperazione, indifferenza, il non provare sensazioni, vuoto interno, apatia, indecisione, inibizione, diminuita capacità attentava e mnemonica, pessimismo, idea di morte, idee di rovina, auto-svalutazione, indegnità, senso di colpa.
Quelli psicomotori sono: rallentamento, ipomimia e irrequietezza.
I sintomi psicosomatici sono: insonnia e ipersonnia, senso di tensione, diminuzione di forze, vertigini, ipotensione, dispnea, stipsi, colite, perdita di appetito, perdita di peso, senso di freddo, cardiopalmo, dolori diffusi.
Appare subito evidente come molti dei sintomi del Parkinson possono essere possibili anche nella depressione pur esprimendo in un caso un rallentamento motorio generalizzato nell’altro un fenomeno psichico.
Anche da questo dipende l’incertezza nella definizione della dimensione del fenomeno.
In ogni caso la depressione è un disturbo molto frequente nella malattia di Parkinson ed è stato calcolato che circa il 40% dei pazienti parkinsoniani viene colpito dalla depressione che rappresenta il sintomo non motorio più frequente nella malattia.
|
La depressione può essere di vari tipi.
Un tipo è quello endogeno e nella malattia di Parkinson dipende da un deficit delle monoamine ed è caratterizzata clinicamente da sensi di colpa, impotenza, rimorso e tristezza.
In questo caso possiamo ritenere la depressione come parte integrante della malattia di Parkinson e di solito non sarà correlata all’età del paziente, alla durata della malattia o alla sua gravità della malattia o a deficit cognitivo. |
 |
In ogni caso non va trascurato che nell’anziano sono molte le occasioni per diventare depressi: l’età avanzata, il pensionamento, la perdita di persone care, la riduzione di contatti sociali sono tutte condizioni che si esprimono con sintomi che confondono e che nel Parkinson si tende ad attribuire impropriamente alla malattia.
E ancora potremo avere una depressione nelle fasi iniziali della malattia.
A volte precede di anni l’insorgenza dei sintomi motori.
Alcuni addirittura ipotizzano una personalità premorbosa con tratti depressivi nei pazienti che diventeranno parkinsoniani.
Si tratta di solito di persone alquanto rigide, precise, meticolose, con tendenza all’introversione ed alla solitudine.
A volte invece è nel corso della malattia che compaiono sintomi depressivi, solitamente con la comparsa delle fluttuazioni motorie.
La spiegazione più plausibile è che con il progredire della disregolazione dopaminergica e con la compromissione di altri sistemi neurorecettoriali (noradrenergico e serotoninergico) si realizzi una depressione endogena.
Di recente acquisizione è una depressione che può seguire l’intervento di DBS, probabilmente per diffusione dello stimolo a formazioni vicine al punto di stimolazione.
Per questo motivo nei criteri di inclusione dei pazienti da sottoporre a DBS è stato inserito l’assenza di disturbi depressivi e la necessità di una valutazione neuropsicologica e psichiatrica completa.
Sia essa parte integrante della malattia di Parkinson, sia essa correlata ad altre condizioni, la depressione va curata ed il trattamento migliore resta quello farmacologico.
Quale sia il farmaco migliore non è facile dire. Va valutato caso per caso e, come descritto in altre sezioni del sito, vanno sempre tenuti in considerazione i possibili effetti collaterali. |
| |
| COSA SI INTENDE PER ATTACCHI DI PANICO, ANSIA ED AGITAZIONE: |
Anche i disturbi ansiosi, nelle loro molteplici manifestazioni, interessano circa il 40% dei pazienti parkinsoniani.
Spesso sono presenti dei veri e propri attacchi di panico.
Resta da stabilire per quale motivo questi problemi siano presenti in misura così accentuata.
La dopamina non è chiamata in causa nella “biologia” di questo problema e la terapia del parkinson non sembra interferire con i neuromediatori dell’ansia.
Resta il fatto che spesso questi pazienti presentano all’improvviso sintomi psichici, autonomici e somatici con terrore, paura di morire o di impazzire, fame d’aria, sudorazione, dolori toracici, soffocamento e vertigine.
A volte corrono in pronto soccorso per il timore di un infarto.
Un altro problema che è emerso negli ultimi tempi è quello della sindrome da disregolazione della dopamina caratterizzata da problemi quali il gambling e lo shopping patologico, frequente soprattutto nei pazienti più giovani ed in trattamento con dopaminoagonisti. |
|
|