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       L'ALZHEIMER, DIAGNOSI, TERAPIA e FARMACI.

IN BREVE:

L’Alzheimer è una malattia degenerativa e progressiva del sistema nervoso con compromissione di tutto il cervello e che si evidenzia con perdita della memoria, della capacità di giudizio, del ragionamento e con turbe dell’umore e del comportamento.
Di per se stesso non è espressione di un invecchiamento normale ed è la più frequente causa di demenza.
Nella malattia di Alzheimer a seconda dell’area cerebrale coinvolta ci sarà la perdita della funzione che veniva governata da quella determinata zona.
E’ da tenere presente che nella demenza una volta persa una specifica funzione il cervello raramente riuscirà a riapprenderla.
Questo per il coinvolgimento costante e fin dalle prime fasi della malattia dei processi di apprendimento e memorizzazione.
Al tempo stesso il paziente Alzheimer manterrà a lungo conservate altre funzioni e riuscirà ad esprimere sentimenti quali la gioia, il dolore, la tristezza, la paura, la rabbia.
Per questo motivo spesso si realizza una situazione di incomprensione della loro condizione, addirittura si pensa che il malato abbia adottato un comportamento manipolativo, che voglia attirare l’attenzione su di se, peggio ancora che stia fingendo.
L’incidenza è dell’1% nelle persone ultrasessantacinquenni.
La prevalenza è tra il 3 e il 7% della popolazione anziana.
Tipica dell’età avanzata si calcola che se raggruppiamo per fasce di eta di cinque anni la prevalenza raddoppia ogni cinque anni.
Dall’1% per cento tra i 65 e 69 anni si arriva al 45% tra gli 85 e gli 89.
Entro il 2050 ci sarà un aumento del 300% dei casi di Alzheimer.
Le cause sono ancora sconosciute.
Nel 90-95% dei casi è sporadica.
In una percentuale variabile tra il 5 e il 10 % la malattia può essere ereditata. 
Oltre all’Alzheimer le altre cause di demenza sono: la demenza a corpi di Lewy, la demenza fronto temporale, la malattia di Creutzfeldt-Jakob, la demenza vascolare ed altre ancora, più rare.
In qualche caso, purtroppo poco frequente, la demenza può essere secondaria a problemi che se vengono individuati a tempo possono portare alla guarigione.
La rilevanza della malattia deriva dalla compromissione sulle funzioni del paziente.
Lavoro, relazioni sociali, attività del vivere quotidiano vengono progressivamente colpite e comportano l’inevitabile perdita dell’autonomia personale con necessità di assistenza e sorveglianza continua.

 

ANALIZZIAMO NELLO SPECIFICO:

 
LA DIAGNOSI: I sintomi dell'Alzheimer

Di solito i sintomi si susseguono in una maniera abbastanza prevedibile: memoria, funzioni cognitive, comportamento vengono alterati nella malattia.
Per meglio comprendere la varietà dei sintomi può essere utile la loro descrizione in relazione all’area del cervello interessata.

La malattia d’Alzheimer investe tutti gli aspetti della vita di una persona: i suoi pensieri, i suoi sentimenti, le sue azioni.
Tale coinvolgimento avviene in misura ed in tempi variabili da persona a persona e non è possibile conoscere in anticipo cosa succederà e quale sarà la velocità di progressione della malattia.
Per questo motivo ci sono pazienti che si mantengono “tranquilli” per tutta la malattia, altri che invece vanno incontro ad episodi confusionali, altri ancora che scambiano la notte con il giorno (“inversione del ritmo sonno veglia”).
Per questo motivo i sintomi possono essere raggruppati in base alle seguenti funzioni

Un’ultima descrizione dei sintomi è quella basata sugli stadi della malattia.

A tutt’oggi non esistono indagini od analisi che consentano di confermare la diagnosi di Alzheimer.
Solo l’esame istologico del cervello mostra la presenza di placche amiloidi, reperto tipico della malattia.
In ogni caso vengono utilizzati:

  • Esami di laboratorio.
  • Test neuropsicologici.
  • Indagini strumentali (TC, RMN, SPECT).

L’utilità di questi accertamenti sta nel poter individuare eventuali altre cause di deterioramento cognitivo (malattie della tiroide, problemi vascolari, intossicazioni da farmaci, neoplasie, depressione).
I test cognitivi sono fondamentali in quanto consentono di individuare le aree compromesse e di seguirne l’evoluzione nel tempo.
Si va da test semplici utilizzati per lo screening generale (ad esempio il MMSE) a test più complessi, e di solito che richiedono molto più tempo, per esplorare le singole funzioni. 

 
LA TERAPIA:

Ancora non esiste una terapia specifica che possa fermare o far regredire i sintomi della malattia di Alzheimer.
In tempi recenti sono stati introdotti dei farmaci inibitori della colinesterasi, ovvero l’enzima che distrugge l’acetilcolina, sostanza carente nell’Alzheimer.
I risultati sono confortanti sebbene consistenti in un rallentamento della progressione della terapia.
In Italia vengono concessi gratuitamente per i pazienti che possiedono i requisiti per essere inseriti nel progetto Cronos e sono il donepezil, la rivastigmina e la galantamina.
E’ in commercio anche la memantina che però è a totale carico dell’assistito e trova indicazione anche nelle forme avanzate di Alzheimer e nelle demenze vascolari.

E’ stato tentato anche l’utilizzo di un vaccino ma la sperimentazione, che forse riprenderà a breve, è stata interrotta per problemi inerenti il prodotto stesso.
Altri farmaci che trovano impiego nell’Alzheimer sono alcuni neurolettici atipici ed alcuni antiepilettici.
Il loro utilizzo trova applicazione nella gestione dei problemi comportamentali.

Terapie Non Farmacologiche.

Accanto ai farmaci spesso vengono proposte terapie non farmacologiche che si prefiggono lo scopo di preservare, potenziare, sviluppare quelle competenze carenti nel paziente Alzheimer.
Dalla ROT alla musicoterapica, dalla danza agli esercizi di rilassamento ancora non è ben chiaro il loro effettivo beneficio sebbene vengano spesso riferiti dei giovamenti da parte dei familiari.

 
I FARMACI :

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