Moto Perpetuo

Acido urico e Parkinson

Aumentano le evidenze scientifiche a favore dell’effetto protettivo dal Parkinson di elevati valori di acido urico. Uno studio pubblicato su Neurology (link) ha inteso valutare tale dato nei soggetti correlandoli al sesso.
Lo studio, di tipo caso controllo, ha interessato 90,214 partecipanti di 3 coorti americane. Tra queste persone sono stati identificati 388 nuovi casi di malattia di Parkinson  (202 uomini e 186 donne)  che sono stati poi abbinati a 1.267 controlli.  I casi di malattia di Parkinson sono stati confermati dalla revisione delle cartelle cliniche. Utilizzano la regressione logistica condizionale è  stato stimato il rischio relativo (RR) e l’intervallo di confidenza al 95% (IC al 95%), dopo aggiustamento per età, vizio del fumo, assunzione di caffeina,  concentrazioni plasmatiche di colesterolo e di ferritina e altre covariate. Inoltre è stata condotta una meta-analisi combinando i dati ottenuti con quelli dei tre studi  precedentemente pubblicati studi prospettici su acido urico e il rischio di malattia di Parkinson.
I risultati dello studio hanno evidenziato che il rischio relativo di malattia di Parkinson multivariato e aggiustato confrontato con l’acido urico era  0,63 (IC al 95% 0.35, 1.10; ptrend = 0,049) negli uomini e 1,04 (IC al 95% 0.61, 1.78; ptrend = 0,44) nelle donne (p = 0,001). Nella meta-analisi, il rischio relativo era 0,63 (IC al 95% 0.42, 0.95) negli uomini e 0,89 (IC al 95% 0.57, 1.40) nelle donne.
In conclusione gli uomini, ma non le donne, con concentrazioni più elevate di acido urico hanno un rischio minore di sviluppare in futuro la malattia di Parkinson. Il dato suggerisce che l’acido urico potrebbe essere protettivo contro il rischio di PD o che potrebbe rallentare la progressione della malattia durante la fase preclinica.

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